"Guidare il passato
verso il futuro"

PARLANDO DI LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE AUTO STORICHE


Importante convegno sul futuro delle nostre amate auto Vintage organizzato dal Club Bologna Autostoriche martedì 7 maggio 2024 al “Made in Gio”

Alberto Scuro, Presidente A.S.I. E poi: Francesco Di Lauro, Presidente della “Commissione Green” della stessa A.S.I. Infine: Stefano Cavedagna, Consigliere Comunale del Comune di Bologna, di Fratelli d’Italia. Nomi importanti, non ultimo quella di Cavedagna, candidato al Parlamento Europeo e grande difensore, come tutta la sua area politica, di quelle che da altre parti vengono definite “auto vecchie ed inquinanti”. Uno dei tanti luoghi comuni del nostro paese. Luoghi comuni ingiustificati, a cominciare dalla città di Bologna, capace di rinunciare, per volere del suo Sindaco, Matteo Lepore, al passaggio della 1000 Miglia. Una follia, visto l’indotto che ne deriverebbe, come dimostra, ad esempio, la città di Ferrara, dove qualsiasi manifestazione di auto d’epoca o comunque storiche viene accolto a braccia aperte. A Bologna continua l’avversione totale, quasi che colui che possiede una semplice Fiat 500 (quella vera) o una Porsche 911, per fare un esempio, sia vista come un virus altamente pericoloso. Chi scrive si sentì dire da Irene Priolo che “in fin dei conti l’automobile non è un diritto”. Insomma tutti a piedi, in bicicletta o in autobus? Magari di quelli che sfondano strade come via Farini o via Rizzoli? Demonizzando sempre e solo chi è al volante di un’auto, arrivando persino a bloccare la circolazione delle Euro 5? Non parliamo di quelle di interesse collezionistico, riconosciute dall’A.S.I al compimento del ventesimo anno dall’immatricolazione. “ Proprio questo è uno dei problemi che solleveremo a Bruxelles”, ha detto Stefano Cavedagna. “Perché a livello europeo si parla di auto di interesse storiche solo se hanno compiuto 30 anni. Uno degli argomenti da approfondire. Perché ogni appassionato che possiede una rara Alfa Romeo, una Lancia o comunque un mezzo da collezione di qualsiasi marchio spesso è costretto a cederlo ad acquirenti straniere, per le vessazioni subite in Italia. Non solo: è assurdo fare le revisioni periodiche ogni due anni, dovrebbero essere almeno il doppio. Visti soprattutto i pochi chilometri che percorrono”. Cavedagna ha poi sottolineato l’assurdità dell’obbligo dall’assicurazione obbligatoria (RCA) per i veicoli storici, non utilizzati in aree pubbliche.

Sul fronte “Green” ha erudito i numerosi presenti all’incontro organizzato dal Presidente di Bologna Autostoriche, Mario Sandrolini Cortesi, e dal fedele Davide Alvisi, Francesco di Lauro, presidente della Commissione Green della stessa A.S.I. Che a chiare lettere ha ribadito quello che si è detto più volte sulle auto elettriche. Ovvero tutt’altro che “pulite”, sin dal momento in cui escono dalla catene di montaggio. “Si tratta di una transizione, il futuro non è questo, stiamo solo favorendo i cinesi”, ha infatti ribadito. “Noi stessi stiamo sperimentando i biocarburanti, con i quali proprio le “storiche” potranno continuare circolare senza problemi in futuro. Biocarburanti che sono in avanzata fase di sperimentazione in Inghilterra, ma anche in Germania. Uno degli scopi non è solo questo. Ma anche quello di ottenere l’esenzione dai provvedimenti di limitazione alla circolazione, già adesso, con gli attuali carburanti, se provvisti di Certificati di Rilevanza Storica sui libretti di circolazione”. Alberto Scuro, presidente A.S.I. ha tra le altre cose sottolineato come il numero di veicoli di interesse storico o certificati con regolari sedute di omologazione, sia irrisorio rispetto al parco circolante. Tanto da non costituire certo una minaccia per quella benedetta Co2 da cui veniamo bersagliati quotidianamente. Senza che nessuno, anche tra i media, si preoccupi di sottolineare come la maggior parte delle fonti inquinanti derivino dall’agricoltura, dagli impianti di riscaldamento e da decine di altre fonti. Ma prendersela con l’automobile, giunta tra l’altro al suo massimo sviluppo sia a benzina, sia diesel, parlando in questo caso dei modelli attuali, è ormai diventato uno sport nazionale.

 

Lodovico Basalù

 

 

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